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La storia di SOS Milano PDF Stampa E-mail

Nel 1974 un gruppo composto da 40 giovani (di ambo i sessi), reduci da un'esperienza svolta nel campo del Pronto Soccorso presso una "Croce" cittadina, decisero di voler ampliare il loro significato di lavoro in una Pubblica Assistenza, aggiungendo al normale servizio di ambulanza altri servizi a carattere assistenziale.

La difficoltà maggiore era trovare una sede e almeno due ambulanze. Per il primo problema fu sensibilizzato l'allora parroco della Basilica di S. Agostino in Milano, Don Gianni Sangalli, che mise a loro disposizione dei locali e il cortile con una tettoia per il parcheggio delle ambulanze.

Il giorno 7 febbraio 1975 fu costituita con atto notarile l'associazione Volontaria SOS zona 2. L'associazione si proponeva di svolgere non solo un servizio di pronto soccorso e trasporto con ambulanze, ma anche di aiutare handicappati, anziani, ed emarginati.
I 40 Volontari promotori organizzarono diverse raccolte di carta da macero la cui vendita, unita alle raccolte di fondi e agli aiuti di amici, permisero di acquistare un'ambulanza Fiat 1100 usata e un furgone Volkswagen trasformato poi in una nuova ambulanza.

 

Don Sangalli presentò ai soci fondatori Renzo Olivetti che, pur essendo ignaro dei problemi del Pronto Soccorso, accettò la nomina a Presidente dell'Associazione e si entusiasmò subito al lavoro dei Volontari regalando loro dopo pochi mesi un'altra ambulanza Volkswagen nuova. Per la cittadinanza era una novità vedere sfrecciare per Milano queste ambulanze bianche e rosse e, nota più curiosa, era il vedere i Volontari, che abitualmente indossavano camici bianchi, presentarsi con il giaccone rosso e il baschetto dello stesso colore.
Dopo un anno una nostra Volontaria convinse un'amica a regalarci una delle prime ambulanze "Centro Mobile di Rianimazione" super-accessoriata.

II 1976 vide la SOS protagonista nei soccorsi al Friuli colpito dal terremoto e mentre Gemona fu la base operativa per diversi mesi, nella sede a Milano il lavoro silenzioso e instancabile di chi non poteva lasciare la città permise di organizzare raccolte di fondi, vestiario e altri generi che furono consegnati al Comune di Gemona.

La sera del 5 ottobre 1977 durante un servizio urgente, successe un terribile incidente nel quale perse la vita a 18 anni Renato Bettinelli, uno dei più promettenti giovani della nostra SOS. Dopo un così tragico evento, con il morale distrutto, pensavamo che tutto fosse finito.
Con grande forza d'animo la mamma di Renato ci spronò a continuare, per la memoria di suo figlio, con quella volontà che ci portò a migliorare ad ingrandirci.

 

Fu approntato in collaborazione all'AIDO (associazione italiana donatori d'organi) un mezzo speciale per il trasporto degli organi da trapianto, ci donarono una termoculla automatica per il trasporto degli immaturi, si organizzò il primo servizio medico a domicilio e in pochi anni arrivammo ad avere 12 ambulanze.


Al gruppo dei soci fondatori si aggiunsero, sempre più numerosi, nuovi Volontari a coprire i turni serali festivi e notturni ( nelle ore diurne furono assunti 4 stipendiati).
Per autofinanziarsi si inventarono numerose forme di sostegno ancora in uso (raccolte fondi nelle principali strade cittadine, davanti alle parrocchie, ai supermercati, si organizzarono spettacoli, sottoscrizioni ecc..).
Ai giovani Volontari si è aggiunto in seguito un gruppo di "meno giovani" (pensionati, casalinghe) che collaborano nei servizi diurni di trasferimento degli ammalati autosufficienti (dializzati, visite specialistiche ecc.), nell'assistenza ai disabili, nei servizi di centralinisti, nei servizi di ufficio, di guardaroba e in tutte le più varie necessità dell'Associazione.

Nel 1980 la SOS Milano è la prima Associazione di Pronto Soccorso in Italia a dotarsi della Sirena Bitonale e ad avanzare apposita richiesta di omologazione al Ministero dei Trasporti, tant’è che assieme ai Vigili del Fuoco viene citata nel D.M. 17 ottobre 1980 che autorizza “in via sperimentale” l’ultizzo della sirena bitonale come mezzo supplementare di segnalazione acustica, con lo scopo di identificare meglio la provenienza dei mezzi di soccorso, di arrecare minor disturbo acustico e di differenziarela segnalazione da quella dei veicoli adibiti a servizi di pubblica sicurezza.

 

Nel 2003 la SOS deve affrontare una nuova sfida dovendo lasciare dopo 30 anni gli spazi di Via Copernico. Dopo una lunga ricerca viene identificato uno spazio del Comune situato sempre in Zona 2, in Via Zuretti 68, che diverrà in breve tempo e grazie all’instancabile lavoro di molti volontari la nuova ed attuale Sede Sociale.
All’ingresso della nuova Sede viene posizionata l’ambulanza Fiat 1100 denominata Helga, identica alla prima ambulanza utilizzata da SOS e ricostruita in tutti i particolari interni, dalla doppia barella a castello all’aspiratore manuale. L’ambulanza viene oggi utilizzata in occasione di ricorrenze speciali da un equipaggio apposito che utilizza la divisa “storica” con camice bianco e basco rosso.

Nel novembre del 2004 un gruppo di Volontari della SOS da vita al Progetto Testimone per dar continuità al significato di "Pubblica Assistenza". L’idea scaturì quando una signora a cui era appena deceduto il marito, trovandosi in casa inutilizzati un letto e una carrozzina ricordi di un tempo passato, si rivolse alla SOS per trovare una collocazione utile a questi presidi sanitari. Negli stessi giorni un nostro Volontario, la cui nonna si era rotta un femore, ci espose la sua difficoltà per trovare una carrozzina. Venne spontaneo utilizzare l'offerta per far fronte alla domanda e capire che poteva essere replicato.

 

Nel 2007 SOS viene insignita dal Comune di Milano dell’Attestato di Benemerenza “Ambrogino d’Oro” con la seguente motivazione :
“Ispirandosi a principi di carità cristiana e solidarietà umana e sociale, l’Associazione SOS Milano opera nell’ambito del Pronto Soccorso come O.N.L.U.S. fin dal 1975. Con grande generosità, questa Associazione ha sempre messo a disposizione delle Istituzioni i propri mezzi ed un personale altamente qualificato. Al servizio delcittadino ventiquattro ore su ventiquattro, l’Associazione SOS Milano, oltre al soccorso ed al trasporto di malati e feriti, si dedica a diverse attività sociali come l’organizzazione di corsi di primo soccorso gratuiti, l’assistenza a domicilio dei malati, degli emarginati e dei portatori di handicap e il sostegno a popolazioni colpite da calamità naturali”.

 

Nell’agosto 2009 SOS ha ottenuto dalla Regione Lombardia il riconoscimento della Personalità Giuridica, importante passo dal punto di vista normativo per la tutela dell’Associazione.

Oggi in tutta Italia ci sono 23 Associazioni SOS tutte autonome, ma con lo stesso spirito, lo stesso stemma e gli stessi principi dello statuto.
Uno degli obiettivi principali della nostra associazione fin dalla sua nascita nel 1975, è stato quello di distinguersi dalle altre associazioni di pubblica assistenza per la qualità e per la quantità di servizi offerti alla cittadinanza.
SOS ha sempre cercato di diversificare le attività a sostegno del cittadino, cercando di connotarsi come una associazione il cui impegno non fosse solo concentrato sulle attività di emergenza.
Per questo, al fianco delle 8 squadre che gestiscono i "servizi in ambulanza" disciplinati dal 118, che sono sicuramente l'attività che all'interno della associazione ha maggiore visibilità (ma non maggiore importanza), ci sono altre attività di trasporto in ambulanza non urgente e diversi gruppi di lavoro che in maniera costante e con grande determinazione continuano ad occuparsi di assistenza e supporto al prossimo nonché della organizzazione interna della nostra associazione.
Come previsto dal nostro statuto e regolamento la conduzione dell’associazione viene delegata dai soci, durante le assemblee dei soci, al Consiglio, al Comandante, all’Amministratore e al Direttore sanitario.

Il Consiglio si occupa di tutti gli aspetti della gestione dell’associazione con l’esclusione della gestione del personale volontario che è affidata al Comandante. All’interno del Consiglio viene eletto un Presidente e un Amministratore. Il Direttore Sanitario garantisce l’idoneità dei volontari all’attività associativa e garantisce la correttezza di tutte le procedure nel campo sanitario.